Il corpo assume una relazione con lo spazio; il movimento è concepito su base stabile.
È necessario sperimentare degli esercizi che stimolino l’azione omolaterale del movimento (si muove tutta la metà destra o sinistra del corpo - gattonare avanzando gamba destra braccio destro e continuare l’azione senza incrociare il movimento), per educare eventualmente al controllo della controlateralità (si coordinano parti diverse dei due lati del corpo secondo uno schema diagonale - camminare per esempio): una migliore percezione delle fasi singole del movimento migliora il
movimento stesso.
Nell’approccio a questi schemi - moduli, è fondamentale che l’azione venga fatta produrre nella mente di chi pratica e che sia gui- data e assistita affinché possa migliorare con l’esercizio.
Esempio: partendo dalla posizione tre, suggerire di ricercare un movimento familiare con il quale il corpo ha confidenza nello spazio cercando di riempirlo come un’apertura frontale in equilibrio su di una gamba.
Assegnate ora il compito di immaginare l’azione in una proiezione diagonale e di ritornare nella posizione di partenza: affondo sagittale in diagonale. Come ultimo compito, gli allievi dovranno trovare uno spostamento laterale che faccia raggiungere la massima distanza, per poi eseguirlo con il massimo controllo prima di ripetere tutto sull’altro lato. Chassè o galoppo o balzi oppure una semplice ma ampia camminata. Dimostrate l'esercizio con chiarezza e invitate la classe a ricercare se stessi. Il ritmo del movimento sarà scandito dalla musica ma più importante sarà la voce di chi guida. Ricordarsi che un’azione lenta è più controllabile, quindi invitate gli allievi ad eseguire le
azioni col proprio personale ritmo.
Se vi accorgete invece di riuscire a gestire bene la lezione, la classe reagisce in tempo e con agilità, padronanza e controllo ai vostri stimoli, allora cadenzate l’azione in due tempi, per sviluppare una frase di 8 tempi: Fly + affondo + chassè.
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