Si premetta una cosa: intolleranze e allergie non sono la stessa cosa. Le prime, rispetto alle allergie, non producono shock anafilattico e non provocano quasi mai reazioni violente nell’organismo, in quanto l’intolleranza segue un decorso lento e mai improvviso. La loro caratteristica è che sono direttamente collegabili all'assunzione del cibo che le determina.
È ormai accettato che molti dei disagi di cui una persona soffre, possono essere causati da cibi mal tollerati dall’organismo: periodi in cui ci si sente deboli, affaticati, possono dipendere proprio da una reazione dell’organismo verso alcuni alimenti.
Ma cosa sono le intolleranze alimentari?
Si possono definire come l'impossibilità dell'organismo di digerire un dato alimento, a causa di difetti metabolici (spesso succede che alcuni enzimi diventino incapaci di scindere l’alimento), dovuti, in qualche modo, allo stile di vita:masticazione insufficiente, errate combinazioni alimentari ma soprattutto, eccesso di assunzione di un determinato cibo…
Le intolleranze alimentari originano a livello intestinale (gli enzimi di cui si parlava prima si trovano sull’orlo dei villi intestinali), e causano un'irritazione della mucosa, senza però provocare produzione di anticorpi, anche se qualche volta viene prodotta istamina (che è un mediatore chimico dell’infiammazione). La reazione è perciò di tipo infiammatorio e, conseguentemente, il sistema immunitario - cioè il sistema dei globuli bianchi - reagisce di fronte a quella che è considerata una minaccia.