Dimagrire in “bellezza”: non un concetto filosofico ma una metodica scientifica ad azione globale
Tale concetto mette in rilievo che la bilancia è uno degli strumenti che il medico deve utilizzare per capire se l’utente sta perdendo peso nel modo giusto.
Osservare solo la perdita di peso ed essere soddisfatti perché la bilancia indica una diminuzione ponderale, non significa assolutamente che l’utente sta regolarmente dimagrendo; probabilmente occorre verificare se la perdita di peso è indotta anche dalla perdita di liquidi, riduzione della massa muscolare ( catabolismo muscolare) riduzione eccessiva delle riserve di glicogeno, che se associata ad una eccessiva perdita di massa muscolare determinano il classico aspetto “flaccido”, con il risultato che a livello estetico , il soggetto si è quindi “imbruttito”, perdendo anche l’efficienza fisica , il buon umore ecc.
Occorre quindi stare molto attenti alle diete “ultimo minuto”, alle diete drastiche da anoressiche, alle diete “chetogeniche” ( solo grassi e proteine e niente carboidrati), ecc., poiché alla perdita repentina di peso ( ma anche perdita di massa muscolare) che tali diete apportano ( motivo per cui periodicamente “vanno di moda pur essendo squilibrate), fanno poi recuperare con gli interessi tutto l’adipe perso soggetto amante del “tutto e subito”; con il risultato finale di aver introdotto nell’organismo la “memoria” dell’effetto “carestia” con la conseguante possibilità di rallentamento metabolico che si attiverà probabilmente alla prossima “dieta-lampo”: nei congressi riportiamo sempre che l’organismo ( l’asse psico-neuro-endocrino-immunologico) non segue le mode e mal reagisce alle azioni drastiche delle diete “tutto e subito”.