Proprio a causa della grande utenza, in parte costituita da culturisti
amatoriali che talvolta partecipano anche a qualche gara, oppure vogliono essere
muscolosi in breve tempo e con poca fatica. Favorire consapevolmente reati gravi
come quelli compiuti dai venditori del mercato clandestino, costituisce un
concorso di colpa? Sembrerebbe proprio di sì! Quindi i culturisti e gli sportivi dopati, nella loro massa numerica, sono la causa del doping. SENZA RICHIESTA NON C’E’ OFFERTA. Per stroncare la piaga del doping amatoriale era dunque necessario scoraggiare, con il rischio dell’arresto, ogni singolo dopato per farlo “smettere”, cosa che avrebbe dovuto capire da solo. Scientificamente è verificato che i dopati presentano crisi depressive e disturbi vari anche di tipo sessuale, nei periodi “off steroidi”, all’opposto, attacchi di aggressività nei periodi “in”. Nelle crisi di astinenza del dopato e del tossicodipendente si potrebbero quasi intravedere delle similitudini, anche se si possono presentare sintomi e gravità diverse. Perché allora pare che il dopato sia più pesantemente condannato? Semplice, prima di doparsi il soggetto (culturista, ecc.) che sta per assumere sostanze dopanti è considerato mentalmente “equilibrato” e quindi perfettamente consapevole del fatto che sta compiendo un reato a cui, si aggiunge, se per esempio gli steroidi sono stati rubati, pure quello di ricettazione. Il culturista è quindi considerato un soggetto capace di intendere e di volere, consapevole delle sue azioni.Inoltre ci possono essere culturisti dopati (e troppo grossi) che per “arrotondare” vendono a loro volta sostanze dopanti, diventando loro stessi un anello della catena criminale. I venditori di doping possono quindi essere sia esterni che interni alle palestre. Il tossico dipendente è considerato invece una specie di “psico labile” anche prima di drogarsi. La mancanza di valori solidi in cui credere ed il contesto storico attuale pare favorisca l’uso degli stupefacenti…è un discorso lungo e non è questo il mio campo.
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